Sentirsi a casa.. fuori casa!

Non ero mai stata in Olanda prima ma nonostante questo è stata la mia prima scelta quando ho dovuto scegliere la destinazione Erasmus. Sono sempre rimasta affascinata dai paesi nordici per i loro paesaggi e scenari. Devo anche dire che prima di partire avevo moltissimi pregiudizi e stereotipi sui cittadini nordeuropei: ho sempre pensato che fossero persone fredde e impassibili, serie e sempre concentrate su loro stesse.. ma sono felicissima di dire che mi sbagliavo alla grande!  Gli olandesi sono persone meravigliose, simpatiche, divertenti, disponibili e alla mano! Mi aspettavo mal tempo costante e già sapevo che gli olandesi erano soliti ad usare le biciclette per girare ma la realtà è molto lontana da ciò che immaginavo. C’erano più bici che persone, parcheggi interamente dedicate alle bici, piste ciclabili con cui potevi arrivare fino ad Amsterdam!IMG_3593

Ero un po’ preoccupata per il cibo, devo ammetterlo! Da italiana, con il palato abituato a vere delizie invidiate da tutto il mondo, ovvero i piatti di mia madre, ero seriamente angosciata da cosa avrei dovuto trangugiare per mantenermi in vita. Ero già pronta a tornare con il fisico di una modella di Chanel, una di quelle che se le tocchi si spezzano. Ma non è stato propri o così. Una cosa di cui mi sono resa conto è stata che gli olandesimangiano per sopravvivere, mangiano poco e spesso vanno al ristorante. E che diavolo! Che gusto c’è? Inoltre hanno pochi piatti veramente tipici e i pochi che hanno sono per la maggior parte dolci. Beh quelli sono a dir poco fantasmagorici, roba che mi esplodono le papille gustative. Sentivo i profumi e cominciavo a salivare, un po’ come il cane di Pavlov. 

L’Aia, The Hague, Den Haag o per me più semplicemente casa.

Ho vissuto in questa ridente cittadina per sei splendidi mesi e ce ne sono di cose da dire! L’Olanda è un paese magico, dove la libertà a 360° fa da padrona. Ovviamente il mio parere è decisamente di parte e l’esperienza Erasmus è un esperienza particolare, alcuni pensano che si viva in una specie di campana di vetro, e questo è parzialmente vero, ora vi spiego perché.

Vivere da studente internazionale per un limitato periodo di tempo può fuorviarti dalla realtà di un paese, ne sono consapevole, e non è tutto oro ciò che luccica. Magari sono stata fortunata, perché durante la mia esperienza ho avuto solo esperienze positive (tranne il traumatico INIZIO).

The Hague è una città a circa 60km da Amsterdam ed è considerata come la capitale politica dei Paesi Bassi, dato che è il fulcro della politica nazionale olandese con la sede della corte del governo ma anche della Corte internazionaFullSizeRender 3le di giustizia con l’organismo dell’ONU, fondato nel 1945, con lo scopo di risolvere le divergenze e i problemi giuridici di tipo internazionale.

Il bello di questa città è che non è molto grande quindi tutto è concentrato e se si vuole visitare questa località 3-4 giorni possono bastare. Io ho avuto la fortuna di poter imparare a memoria piazze, strade e vicoli e per chi arriva dall’aeroporto di Amsterdam Schipol, o dall’aeroporto di Eindhoven, consiglio di scendere alla fermata di Den Haag CentraalNonostante sia una piccola località, non ci si annoia mai! È una città piena zeppa di studenti da tutto il mondo e le occasioni per fare festa non mancano mai. Durante il primo periodo della mia permanenza olandese ha avuto luogo il Jazz in de Gracht, che letteralmente vuol dire Jazz nel canale. L’Aia, come tutte le città olandesi è strutturata un po’ come Venezia, canali e ponti e questo festival si tiene proprio su uno di questi canali, più nello specifico nella zona di Dunne Bierkade e Groenewegje. Per l’occasione il canale si riempie di barconi dove vengono allestiti dei veri e propri palcoscenici dove vari artisti si esibiscono deliziando il pubblico che passeggia con della meravigliosa musica Jazz dal vivo! Io ero estasiata! Il genere Jazz è uno dei miei preferiti e passeggiare mentre il sole tramontava dietro alle casette a schiera olandesi, con dei Poffertjes in una mano e uno Stroopwafel nell’altra, ascoltando melodie black… beh è stato decisamente un inizio folcloristico, proprio come piace a me!

I sightseeing continuano, molto spesso in buonissima compagnia, e si sa che quando la compagnia è buona tutto prende un sapore diverso. Den Haag ha molto da offrire anche in termini di musei e palazzi. Durante un field trip siamo stati al Museo Storico de L’Aia ed è stata un’incredibile figata! Abbiamo visitato le prigioni, la sala delle torture… tutta roba divertente insomma! (Meno male che sono nata nel 1993).

Un’altra cosa che secondo me è fenomenale è una specie di lunga panchina a scalini chiamata il “Gradino”che si trova nei pressi di Grondwetbank, dove inciso nel marmo è scritto:

“Tutte le persone nei Paesi Bassi devono essere trattati allo stesso modo in tutti i casi analoghi. La discriminazione per motivi di rFullSizeRender 2eligione, le convinzioni personali, le opinioni politiche, razza, sesso o qualsiasi altro motivo di sorta, non è consentito.”

Questa frase descrive perfettamente il modo di pensare olandese. Quello che continuavo a percepire e che mi sconvolgeva in maniera positiva, era proprio questo, il non venir giudicatao nemmeno guardata storta per qualche motivo x, questo valeva per me ma valeva anche per tutti gli altri! Ognuno ha potuto esprimere se stesso in totale libertà ed è proprio questo che ha dato una marcia in più al mio Erasmus.

Come ho già detto, Den Haag non è una città enorme e inoltre è molto ben collegata dalla rete dei tram, ma si sa Olanda = bicicletta (quel bolide mi ha portata davvero ovunque!). Le piazze che più frequentavo erano due:Plein e Grote Markt, entrambi centri nevralgici della vita da universitario. Qui non mancava mai una festa, un pub crawl, un pub quiz, un evento. Ma anche nel martedì pomeriggio più sfigato, le strade si riempivano di persone.

Ogni scusa è buona per festeggiare a Den Haag: comincia la stagione natalizia e si accendono quindi le luminarie? FESTA! Con tanto di parata di una serie di eleganti cavalli bianchi gonfiabili e illuminati a led dall’interno. Boh, ogni giorno rimanevo a bocca aperta! Come quella volta che di punto in bianco, a Grote Markt hanno allestito una vera e propria pista da snowboard (con tanto di sparaneve eh!) per il contest Rock a Rail sponsorizzato da GoPro. Oppure i festival di musica elettronica nella enorme chiesa sconsacrata (Nieuwe Kerk) che c’è in centro, o anche la giornata dedicata all’assaggio del Wiskey. Per non parlare della festa gigantesca che danno ad inizio anno accademico, Oh Oh Intro, dedicata a tutti gli studenti universitari. Che non pensiate sia una festicciola eh, perché in Olanda se qualcosa non si fa in grande, non si fa proprio! Vengono allestiti 5/6 palcoscenici lungo Prinsessegracht, viene tirato su un recinto per delimitare la zona all’interno della quale vengono parcheggiFullSizeRenderati dei Food Trucks, chioschetti con gadget, giochi e quant’altro. Il tutto dura dalle 15 alle 23 per poi spostarsi al Paard Van Troje e continuare la festa con dj e vocalist pazzeschi! Altri locali moooolto fichi erano il Club Seven (le feste hip hop più belle di sempre) e il Millers (localino un po’ più chic). Chiaramente tutto molto GRATIS.

Ma il posto che preferivo in assoluto è il coffeshop Cremers. Un coffeeshop in stile underground con luci soffuse dove oltre a poter tranquillamente consumare marijuana, servono ottime birre e una favolosa torta triplo cioccolato che loro chiamano Brownie, portata CALDA con panna montata affianco. Una vera e propria esplosione di gusto, soprattutto nel pieno delle munchies.

The Hague è stata la miglior casa che potessi mai chiedere, e se tornassi indietro farei tutto esattamente uguale.

Una volta tornata a casa ho voluto un segno indelebile sulla mia pelle che mi ricordasse anche a 80 anni quanto favolosa e indimenticFullSizeRender 4abile sia stata la mia vita a Den Haag, e per questo mi sono tatuata il fiore-simbolo olandese: il tulipano.

Se state pensando di fare una gita ad Amsterdam, andate a farvi un giro anche a Den Haag, non ve ne pentirete!

Un bacione

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