La prima volta non si scorda mai!

  Una delle prime volte che sono uscita dall’Italia è stato per andare in scambio culturale quando ero in seconda superiore. Avevo pregato i miei genitori di mandarmici perché era uno dei desideri più grandi che avevo, andare in Inghilterra. Settembre 20091937194_1216530143085_2150658_nparto con un gruppo organizzato dalla scuola alla volta di Norwich, una cittadina a sud di Londra, per passare due settimane a studiare l’inglese e a scoprire qualcosa di nuovo. Arrivati all’aeroporto di Londra Stansted, prendiamo una navetta che ci porterà tutti al punto di ritrovo con le nostre Host Families, ovvero le famiglie che ci avrebbero ospitato durante le due settimane di permanenza.  Arriviamo in questo parco completamente immerso nel verde e ogni famiglia reggeva in mano un cartello con uno dei nostri nomi, cerco, e la mia non c’era. Dopo poco però un signore tutto barbuto e paffutello mi si avvicina e mi dice che mi avrebbe accompagnato lui dalla mia Host Family, perché loro non erano potuti venire. Io e una mia compagna di scuola, saliamo in macchina e un brivido mi percuote: LA GUIDA ERA STORTA. Lo sapevo già prima di partire che in Inghilterra si guida sul lato opposto rispetto al nostro, ma salire sul sedile del passeggero che per noi però è il sedile di guida, vi assicuro che la giovane 16enne Giulia se la stava facendo sotto! Arriviamo a quella che sarebbe stata casa mia per le seguenti settimane e sotto il portico c’era una coppia di nonni che sorseggiavano del tè. Appena ci vedono arrivare, balzano su e con un sorriso a 32 denti e un accento inglese inizialmente indecifrabile mi abbracciano e mi danno il benvenuto. Tutti gli altri miei compagni erano in famiglie giovani, con altri figli, ma io ero stata più fortunata: due nonni, che non hanno fatto altro che viziarmi e trattarmi come fossi loro nipote. Entro in questa casetta accogliente e mi viene piazzata subito una tazza di tè in mano, facciamo il giro della casa,  portiamo le valigie in camera e ci sediamo fuori in giardino a chiacchierare. Sin da ‘piccola’ non ho mai provato imbarazzo per questo genere di situazioni, mi sono sempre buttata e lasciata andare quando conoscevo persone nuove, e la cosa è andata sicuramente a mio1937194_1216535383216_8014180_n vantaggio. Vi basti sapere che durante tutto il periodo di permanenza, la sera si aveva la possibilità di uscire con gli amici per il centro, ma io preferivo starmene in casa con i miei nonni a guardarmi XFactor stravaccata sul divano. Dietro la loro casetta avevano un grandissimo orto dove Jenny coltivava tutte le verdure che cucinava poi in tutti i modi; dopo il suo orto c’era un lago. Non scherzo, vivevano praticamente su un laghetto. In quella zona cancelli non esistevano e le porte erano sempre aperte, quindi la casa era un andirivieni di visite: la bibliotecaria della porta accanto, l’amica di sempre, insomma, ogni scusa era buona per bersi una tazza di tè e mangiare biscotti.

La mattina la sveglia era presto: Jenny veniva a bussarmi alla porta con un bicchiere d’acqua fresca e mi diceva che era ora di andare a scuola. Quella è stata la prima volta nella mia vita che qualcuno mi abbia chiamata “Darling”. Mi preparo, scendo per fare colazione e trovo una tavola piena zeppa di tutti i generi di cose: cereali di tutti i tipi, marmellate di tutti i gusti, latte, tè, succhi di frutta. Non sapevo cosa scegliere, quindi ho chiaramente mangiato un po’ di tutto. Jenny mi prepara il sandwich per pranzo, che era sempre delizioso, e mi accompagna alla fermata dell’autobus, dato che era il mio primo giorno. La fermata è a circa 10 minuti a piedi da casa, devo attraversare un campo da calcio, due strade e ci sono. Salgo sul bus, mostro il biglietto all’autista e dopo 40 minuti arrivo al punto di ritrovo per poter poi raggiungere la scuola, che si trovava proprio in centro a Norwich. Mi diverto tantissimo, i professori sono simpatici e spassosi e la mattinata passa presto. Il pomeriggio è dedicato alle passeggiate, alle gite e quant’altro.1937194_1216535383216_8014180_n

Norwich è una città piccola e concentrata, le persone sono gentili e cordiali ed è piacevole passeggiare per il centro. Durante il nostro soggiorno, oltre a visitare il Castello di Norwich, che è per la maggior parte della sua vita stata una prigione e ora adibito a museo-galleria, abbiamo fatto due gite importanti: la prima a Londra, la seconda a Cambridge.

Ricordo ancora l’emozione di vedere per la prima volta dal vetro dell’autobus la città che più sognavo in quel momento: Londra. Scalpitavo, volevo scendere e rimanermene con la bocca aperta per un periodo indeterminato di tempo.

Il giro per Londra è stato veloce, perché il tempo a nostra disposizione era limitato. Passeggiamo per la città e facciamo il giro dei monumenti più famosi e ricordo che non riuscivo a pensare a niente, avevo la mente vuota e gli occhi pieni di meraviglia e stupore, d’altronde non ero praticamente mai stata all’estero.

La seconda gita fuoriporta è stata a Cambridge, e anche qui ero rimasta scioccata dalla bellezza di quel posto; mi sembrava di essere sul set di Harry Potter e non aspettavo altro che arrivasse Madama Bumb per la lezione di volo.

1937194_1216535063208_2392030_nRicordo di aver versato qualche lacrima quando è stato il momento di andare via, di tornare in Italia e di dover quindi salutare i miei “nonnini”.

Porterò sempre nel cuore quell’esperienza, dove sono riusciti a farmi a sentire subito a mio agio in un ambiente diverso dal mio, con persone fino ad allora estranee con abitudini diverse dalle mie.

Stai per andare in scambio culturale con la scuola? Sappi che sarà una figata! Ti divertirai tantissimo e non vorrai più tornare indietro! Non farti spaventare dal nuovo, dal fatto di vivere con una famiglia perché sarà proprio quello il croccante della faccenda! Ridere con la mamma al telefono perché ti fanno cenare alle 17.30 o che hai provato a mettere il latte nel tè e che ti è piaciuto da morire! Imparerai un sacco di cose, migliorerai il tuo inglese e avrai tantissime storie da raccontare!

Giulia

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