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Amsterdam, come tutte le destinazioni olandesi, è bramata da noi giovani non tanto per il museo di Van Gogh ma più per la politica di tolleranza verso le softdrugs, ovvero le droghe leggere.

Per essere più precisa le droghe leggere sono quelle sostanze stupefacenti che non sono in grado di creare dipendenza, come per esempio fa la cocaina o l’eroina, che non solo ti rendono schiavo ma ti friggono anche il cervello.

In Olanda c’è una politica piuttosto tollerante verso la Mary Jane e l’hashish. Attenzione: politica tollerante non vuol dire legale. Partiamo dal presupposto che nei Paesi Bassi tutte le droghe sono illegali; è illegale produrre, possedere, vendere, importare ed esportare qualsiasi tipo di droga, però per quanto riguarda la cannabis, il governo ne ha reso possibile il consumo e la vendita ma a certe condizioni molto precise. Ricordiamoci che l’Olanda è una regione dei Paesi Bassi, ergo le regole cambiano da regione a regione.

Detto ciò, la cannabis (pur rimanendo illegale) può essere acquistata, senza andare in gattabuia, solo ed esclusivamente nei famosi coffeeshop. Molti coffeeshop sono davvero bellissimi, arredati a regola d’arte, e qui non solo è possibile comprare la Maria ma anche consumarla comodamente spaparanzati su divanetti con un bel tè caldo davanti, ascoltando musica di vario genere.

I coffeeshop hanno delle regole molto rigide da seguire:

  • vietato l’ingresso ai minori di 18 anni
  • si può acquistare un massimo di 5gr a testa, chiusi in una confezioncina ermetica
  • all’interno il 95% delle volte NON è possibile il consumo di alcolici
  • è vietato pubblicizzare la cannabis, infatti i coffee shop sono luoghi molto discreti.
  • vietato disturbare la quiete (Amen!)
  • il coffee shop non può detenere più di 500 gr
  • vietato fumare sigarette, in alcuni casi non vogliono nemmeno che tu le appoggi sul tavolino, infatti per rollare mettono a disposizione il Gringo, una specie di tabacco aromatico che a me non piace.

Gli olandesi, al contrario degli altri paesi europei e non, si rendono conto che è impossibile vietare l’uso di queste sostanze e hanno pensato bene di adottare una politica di tolleranza che ne controlli il consumo, impedisca a spacciatori e criminali di darsi alla pazza gioia, e di ricavarne qualche soldino in termini di tasse.

Per quanto riguarda la produzione è tollerata fino ad un massimo di 5 piante per uso medico, per la detenzione invece massimo 5gr per uso personale, chiusi nell’apposita confezione. Se si sgarra, si rischia una multa… ma in Olanda c’è il “concetto dell’opportunità” che è presente nel diritto penale dei Paesi Bassi. In soldoni, possono decidere di non perseguire penalmente qualcuno se costui non ha minacciato l’ordine pubblico. Insomma, se ti fai gli affaracci tuoi, nessuno viene a romperti le scatole. Il possesso di softdrugs non è ritenuto un vero e proprio reato ma piuttosto un’infrazione.

Insomma è legale o illegale?

La risposta: è tollerato, secondo le regole. Come è giusto che sia.

Bene, detto ciò passiamo alla parte croccante.

Ci sono tre tipologie di cannabis: la Indica (quella che rilassa), la Sativa (quella che ti carica) e la Ruderalis (che viene usata per dare robustezza degli incroci che vengono creati tra Sativa e Indica) e vengono solitamente distinte da dei bollini colorati che ne segna la potenza degli effetti. Le sostanze psicoattive che si trovano in queste erbe sono il THC (tetraidrocannabinolo, minchia!), e il CBD (cannabidiolo). Il THC ha effetti eccitanti mentre il CBD ha un’effetto più rilassante, la Sativa infatti, che ha una concentrazione di CBD più elevata, è la più usata in ambito medico per la terapia del dolore, perché in grado di attivare il cervello e migliorando la qualità della vita di un malato di SLA ad esempio.

All’interno dei coffee shop troviamo delle grandissime tabelle con tutti i tipi di cannabis vendute, sì perché le categorie Sativa e Indica si diramano a loro volta in ulteriori sottocategorie, create a laboratorio da dei veri esperti. Dall’unione di Sativa e Indica nascono oltre 40 tipologie di weed, le più famose sono la Skunk, la White Widow e la Haze, che a sua volta si dividono in ulteriori tipi che hanno diversi gusti, aromi, effetti più o meno forti in base alla quantità di THC e CBD al loro interno. C’è addirittura un app chiamata Leafly che divide tutti i tipi di erba per tipologia, effetti eccetera. Ed è davvero interessante!

La weed è fumabile in sigarette (solo weed oppure weed+tabacco), in blunt dove la weed, anziché in una cartina normale, viene avvolta in una foglia di tabacco (se siete alle prime armi evitate, è soffocante), con il bong che è un’ampolla con il tubicino di vetro, con il cylum (una sorta di pipa). La cannabis è anche mangiabile! Sempre all’interno dei coffeeshop vengono preparati dei dolci chiamati Spacecake, a base di marijuana. Fate attenzione però perché gli effetti sono più forti e non sono immediati (fa effetto circa un’oretta dopo), quindi come ogni cosa ricordatevi di essere responsabili!

Il mio consiglio personale se volete fare questo tipo di esperienza è di farlo sempre con cautela, informati e con la testa al posto giusto, ovvero sulle spalle!

Fatemi sapere le vostre esperienze! E se avete domande non esitate, abbattiamo questo sciocco tabù!

Giulia

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